venerdì 24 febbraio 2023

Dieta mirata con psicobiotici riduce stress e ansia

 

NUTRIZIONE | REDAZIONE DOTTNET | 22/02/2023 12:02

La ricerca irlandese, che ha coinvolto l'unità di metabolomica del Centro ricerca e innovazione di Fem, con l'analisi dei biofluidi umani, ha confermato i benefici prodotti da questi microorganismi

La Fondazione Edmund Mach di San Mic tele all'Adige ha partecipato allo studio internazionale coordinato dalla University College Cork (Irlanda) che dimostra come la combinazione virtuosa di stile di vita e alimentazione incida sulla salute mentale delle persone. Focus dello studio - si apprende - sono gli psicobiotici, microrganismi benefici che si affiancano ai probiotici, che operano lungo l'asse microbiota-intestino-cervello e contribuiscono a migliorare le prestazioni del sistema nervoso umano.     La ricerca, che ha coinvolto l'unità di metabolomica del Centro ricerca e innovazione di Fem, con l'analisi dei biofluidi umani, ha confermato i benefici prodotti da questi microorganismi, compiendo un ulteriore passo nella direzione di un intervento preventivo o curativo attraverso l'alimentazione, di sindromi quali depressione, Alzheimer, autismo o disturbi da stress in generale. Dallo studio emergono, in particolare, quattro elementi principali della dieta che sono in grado di migliorare la salute mentale: gli acidi grassi omega-3, i polifenoli, le fibre e gli alimenti fermentati. Si può realizzare una dieta bilanciata, senza dovere assumere integratori, semplicemente associando ad una dieta mediterranea elevate dosi di alimenti fermentati, come crauti, yogurt, kefir e kombucha.  "Con tutte le necessarie limitazioni date dalla durata dell'indagine e dalle dimensioni esigue del campione di studio, è possibile affermare che l'adozione di una dieta mirata può rappresentare un valido strumento nella riduzione di stress, ansia e depressione", afferma Andrea Anesi, ricercatore della Fem.

lunedì 28 novembre 2022

Il miele grezzo migliora la salute cardiometabolica

Il miele migliora le misure chiave della salute cardiometabolica, compreso il colesterolo, specialmente se è grezzo e proviene da un’unica fonte floreale, secondo uno studio pubblicato su Nutrition Reviews.

“Precedenti ricerche hanno dimostrato che il miele può migliorare la salute cardiometabolica, specialmente negli studi in vitro e sugli animali. Abbiamo condotto una revisione sistematica e una metanalisi degli studi clinici sul miele, e abbiamo scoperto che questo alimento è stato in grado di abbassare la glicemia a digiuno, il colesterolo totale e il colesterolo LDL, i trigliceridi e un marcatore di steatosi epatica, nonché di aumentare il colesterolo HDL e alcuni marcatori di infiammazione” spiega John Sievenpiper, della University of Toronto, in Canada, autore senior dello studio.

I ricercatori hanno valutato 18 studi controllati per un totale di 1.100 partecipanti e hanno visto che, pur essendoci una scarsa certezza delle prove per la maggior parte delle ricerche, il miele produceva costantemente effetti neutri o benefici, a seconda della lavorazione, della fonte floreale e della quantità. La dose giornaliera media di miele negli studi era di 40 grammi, o circa due cucchiai, e la durata media dell’osservazione era di otto settimane. Il miele grezzo ha portato molti effetti benefici negli studi, così come il miele provenienti da fonti monofloreali, come la robinia (miele di acacia) e il trifoglio. Gli esperti sottolineano che il miele trasformato perde molti dei suoi effetti sulla salute dopo la pastorizzazione, ma che l’effetto di una bevanda calda sul miele grezzo dipende da diversi fattori e probabilmente non riesce ad eliminare tutte le sue proprietà benefiche.

“Non diciamo che le persone dovrebbero utilizzare il miele se al momento evitano lo zucchero, ma se stanno usando zucchero o un altro dolcificante, cambiarlo con il miele potrebbe ridurre i rischi cardiometabolici” concludono gli autori.

Nutr Rev. 2022 Nov 16;nuac086. doi: 10.1093/nutrit/nuac086. Online ahead of print

Redazione Nutri e Previeni